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Svizzera: porto sicuro…anche per il nostro export

Il mercato svizzero è tornato ad essere nel 2019 il quarto mercato di destinazione delle esportazioni italiane.

Tabella 1: Export italiano per maggiori mercati 2018-2019 (Gen-Set) – Mld di Euro
Fonte: Istat

Il valore del nostro Export in Svizzera (complice anche l’apprezzamento del franco di circa il 5% rispetto al 2018) ha raggiunto, già a novembre 2019, quota 24,1 Miliardi di Euro a fronte dei 20,7 Miliardi del 2018, facendo così registrare un aumento del 16,4% sul valore dell’anno precedente.
In crescita esponenziale, la moda ed in particolare il comparto degli accessori, la metallurgia di base, la farmaceutica (di cui l’Italia è il secondo produttore d’Europa, proprio dietro alla Svizzera) e l’agroalimentare.
Ma l’Italia si conferma importante fornitore di media ed alta tecnologia del mercato elvetico. La nostra manifattura infatti trova nei cluster elvetici del medicale, delle macchine industriali e della farmaceutica un grande settore di applicazione per la propria componentistica e per le proprie lavorazioni meccaniche.

Tabella 2: Export italiano in Svizzera 2017-209 (Gen-Nov) – Mld di Euro
Fonte: Istat

Dopo la prima grande svalutazione dell’Euro nei confronti del Franco che nel 2015 ha perso da un giorno all’altro il 20% del suo valore sulla moneta elvetica, la specializzazione produttiva delle nostre esportazione è infatti mutata a favore delle produzioni a maggiore intensità tecnologica ed a valore aggiunto.
Dopo una prima fase di riorganizzazione dell’industria svizzera che ha subito una consistente perdita di competitività, ed ha quindi paradossalmente rallentato, anzichè accelerare gli acquisti di prodotti italiani, il nostro export nel biennio 2017-2018 è ripartito facendo registrare forti progressi verso quei settori, come l’elettromeccanica e la farmaceutica, di cui la Svizzera è tra i maggiori esportatori al Mondo.

In sostanza con le notevoli eccezioni di moda ed agroalimentare, noi esportiamo in Svizzera quello che gli svizzeri esportano nel mondo: i nostri pezzi, le nostre componenti e lavorazioni finiscono nell’assemblaggio dei prodotti più tecnologici e competitivi del Made in Switzerland nel Mondo.

 

Questo ovviamente ci garantisce un margine di sicurezza e ci consente di ridurre i rischi legati anche al progressivo apprezzamento del Franco perchè la domanda mondiale di tali prodotti finiti esportati dalla Svizzera nel Mondo è meno elastica al prezzo rispetto a quella dei beni di consumo.

Tecnologia, qualità affidabilità e servizio al cliente assicurano alla Svizzera un vantaggio competitivo di cui indirettamente, in quanto fornitori di quei settori beneficiamo anche noi.

 

La Svizzera, con il suo quadro economico stabile (Corona Virus permettendo) che garantisce crescita ininterrotta dalla crisi del 2009 (+ 1,5 la previsione di crescita del PIL nel 2020), con tassi di disoccupazione appena al di sopra del tasso di disoccupazione naturale (2,3% nel 2019 e nel 2020) e una domanda in moderata ma costante crescita (+1,1 la previsione di crescita dei consumi, + 0,6 quella degli investimenti e + 1,7 quella delle importazioni), rappresenta quindi per l’Italia un piccolo ma solido punto di riferimento per le nostre aziende esportatrici.

Le ragioni di questo successo degli scambi bilaterali sono molteplici: l’alta presenza di connazionali che specie nel settore dei beni di consumo influenza le tendenze di acquisto, la dimensione d’impresa molto simile (anche la Svizzera è un paese di micro e piccole imprese familiari), la vocazione produttiva del nostro Paese e la vocazione all’internazionalizzazione della Svizzera che ne fanno una naturale piattaforma di espansione internazionale per le nostre PMI più dinamiche e strutturate.

 

Pur rimanendo la Confederazione un mercato interessante per le esportazioni di beni di di consumo strettamente legati allo stile di vita italiano (moda e agroalimentare), il futuro degli scambi tra i due paesi si gioca a nostro parere sul fronte dell’innovazione tecnologica.

L’Italia deve continuare a salire nella catena del valore delle sue forniture internazionali, se non vuole trovarsi a competere con i Paesi a basso costo della manodopera e se vuole dare concrete opportunità di crescita ai suoi laureati in matere tecniche e scientifiche : per questo la Svizzera con le sue multinazionali, il suo mercato dei capitali di rischio (quasi doppio rispetto al nostro (circa 2 Mld di Franchi nel 2019) e la sua industria altamente tecnologica, rappresenta una vicina e grande opportunità, sia per attirare investimenti finanziari sulle nostre start-up innovative, sia per favorire l’integrazione della nostra innovazione tecnologica nell’apparato industriale elvetico.

 

La Svizzera è un paese ad altissimo costo della manodopera e per competere ha bisogno di costanti iniezioni d’innovazione nel suo già avanzato apparato produttivo : i paesi che gliela sapranno fornire saranno vincenti in futuro.

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