Chiudi

Mercato svizzero del venture capital e innovazione italiana: la nuova sfida della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera tramite il progetto Madeinnovitaly

Orientare start-up e scale up italiane alla ricerca di capitale di rischio elvetico per stimolare la crescita attraverso l’innovazione facendo anche leva su capitali esteri.

Premessa

Nella nuova strategia della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera c’è l’obiettivo strategico di incrementare il flusso di investimenti di rischio svizzeri su start-up e scale-up tecnologiche italiane in grado di generare innovazione e crescita. Da anni la Camera lavora su questo fronte in Svizzera, vedendo grandi opportunità e potenziale ma anche incontrand0 notevoli difficoltà. In questo articolo si accenna a questo quadro cercando di indicare una strada efficace per aiutare l’innovazione italiana a fare matching con il mercato del venture capital in Svizzera.

Perchè la Svizzera

La Svizzera è un piccolo paese con una popolazione di 8,5 milioni di abitanti. Tuttavia il peso e il dinamismo del suo mercato finanziario è noto in tutto il Mondo. Forse meno nota è la vocazione imprenditoriale svizzera, la grande flessibilità e intraprendenza delle sue PMI e la funzionalità del suo ecosistema preposto all’innovazione. Sistema sia pubblico che privato, vista la presenza di agenzie preposte ai finanziamenti di nuove idee imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico innovativo come Innosuisse e parallelamente di un mercato del venture capital che è una volta e mezza quello italiano. Secondo lo “Swiss Venture capital report 2022” edito in Svizzera da startipticker.ch, nella Confederazione il totale degli investimenti realizzati in start-up e scale up ha superato nel 2021 i 3 miliardi di Franchi. Questo a fronte di un mercato italiano che raggiunge e supera di poco i 2 miliardi di Euro se si tiene conto delle start-up estere con founder italiani (ma che supera di poco il miliardo se si tiene conto solo degli investimenti effettivamente realizzati in Italia) secondo il Venture Capital Monitor, di AIFI – Associazione Italiana, del Private equity, Venture Capital e Private debt) Un paese di 60 milioni genera un volume di investimenti privati in innovazione tecnologica sul suo territorio pari ad un terzo di quanto la piccola Svizzera faccia sul suo. Le ragioni di questo sono molteplici ed in parte vanno ricercate nel fabbisogno industriale di tecnologia che la Svizzera, grande nazione esportatrice di beni ad alto valore aggiunto, esprime. Un Paese con un costo dei fattori (in primis il lavoro) altissimo, ha bisogno di recuperare marginalità e competitività attraverso forti iniezioni di innovazione che consentano alle sue produzioni di restare sul mercato a confronto con Paesi con costi più bassi.

La open innovation svizzera

Un circolo virtuoso che si autoalimenta grazie ai due grandi politecnici di Zurigo e Losanna dove l’industria investe in ricerca ed innovazione ed attrae talenti e progetti spesso portatori di innovazione disruptive da tutto il mondo. Una collaborazione questa tra industria portatrice di bisogni concreti e accademia impegnata a soddisfarli attraverso la ricerca che fa della Svizzera un campione della open innovation, concetto perfettamente in linea con il bisogno svizzero di innovare ma sempre con pragmatismo e con un chiaro orientamento alla soluzione di problemi sentiti. Un panorama quindi favorevole agli investitori di rischio sempre alla ricerca di progetti che almeno in prospettiva possano soddisfare concreti bisogni di mercato e quindi ritorni misurabili sull’investimento.

Il matching con l’offerta di innovazione italiana

business-concept-with-team-close-up

La nostra esperienza di questi ultimi anni in Italia, alla ricerca di realtà innovative da proporre sul mercato del VC svizzero, ci ha messo di fronte ad una realtà certamente complessa e frammentata, in cui meno evidente che in Svizzera è la presenza di un sistema coordinato di supporto finanziario, strategico e manageriale.

Esistono molte realtà spesso in fase seed con tecnologie ancora in fase prototipale e lontane dal mercato cui manca soprattutto un forte network industriale e un sistema coordinato di tutoraggio che le aiuti a maturare vicino alle esigenze degli utilizzatori finali.

A questo si aggiungono i classici difetti del nostro Paese :

  • la scarsa capacità linguistica e di presentare in pubblico (e quindi di valorizzare la propria innovazione)
  • un sistema farraginoso e frammentato di accesso alle risorse pubbliche
  • un sistema di VC privato concentrato principalmente nel Nord Italia ed in modo particolare nel milanese con scarse significative ramificazioni nella provincia italiana dove sorgono la gran parte delle iniziative imprenditoriali italiane
  • un’età media delle start-up molto alta, con founder anche ultra sessantenni che non si impegnano full time nella loro iniziativa ma la portano avanti più come un hobby che come una sfida per la vita.

Questi fenomeni tutti insieme generano spesso il paradosso di tante micro realtà ancora non in grado di fatturare o comunque certamente non di generare utili, nonostante siano in possesso di soluzioni tecnologiche già mature e sperimentate che sono però prive di qualsiasi network e accesso ad un processo di validazione avanzato della tecnologia

Il matching e la sfida di Madeinnovitaly

Madeinnovitaly nasce anni fa per tentare di far comunicare questi due mondi, così lontani sul fronte dell’ecosistema innovativo ma allo stesso tempo così vicini geograficamente e soprattutto per sfide industriali da affrontare sul fronte della concorrenza internazionale tra Paesi e sistemi economici. Il progetto aspira a dare agli innovatori e founder italiani la possibilità di accedere alle risorse del VC svizzero e di usarlo come leva per la crescita. Il secondo obiettivo è anche lo sviluppo di contatti tra realtà innovative più mature (come scale-up e PMI consolidate del Bel Paese) con l’industria svizzera a caccia di soluzioni pronte all’uso. Terzo fronte è quello di far comunicare sempre più i due ecosistemi magari per l’importazione in Italia di best practice svizzere e per dare modo agli investor svizzeri di accedere più facilmente all’innovazione italiana.

Come funziona Madeinnovitaly

Per poter creare questo ponte finanziario tra Svizzera e Italia, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha, tramite Madeinnovitaly, consolidato negli anni un modus operandi strutturato in fasi.

Partner committente pubblico

Condizione di fondo affinché il lavoro possa essere impostato è una solida partnership che vada da sei mesi ad un anno tra la Camera ed un soggetto pubblico italiano che voglia sostenere lo sviluppo internazionale dell’offerta tecnologica presente sul suo territorio.

È necessario infatti un finanziamento di natura pubblica che consenta di reclutare il necessario expertise sul mercato svizzero e accompagnare le start-up o scale-up nel loro percorso di atterraggio presso potenziali investitori e partner svizzeri.

La natura pubblica dell’impresa è legata all’alto rischio dell’operazione che non è paragonabile ad un qualsiasi progetto di natura commerciale che ha un tasso di successo del 20-30%:  in questi casi il matching giusto tra potenziale investitore e start-up, scale up coinvolte avviene nel miglior scenario nel 10% dei casi. Tuttavia altre forme di avvicinamento al mercato sono possibili per chi non riuscisse a trovare un investitore:

  • networking con ecosistema svizzero;
  • matching con un potenziale committente industriale;
  • matching con potenziale partner finanziario per sviluppare ulteriormente la tecnologia.

Scelta delle tecnologie e delle start-up da valutare

Il secondo passo sta nell’individuare i settori più promettenti in Svizzera nei quali si concentrano la maggior parte degli investimenti che però siano anche compatibili con i settori del territorio italiano coinvolto e su questa base pre-selezionare le start-up e scale-up italiane coinvolte.

Creazione di un Experts team e due diligence

A questo punto la Camera tira fuori il suo asso nella manica che sono i suoi soci. Nella sua base associativa la Camera è in grado di selezionare le professionalità tecnologiche, finanziarie e manageriali che andranno a formare il “dream team” che dalla Svizzera lavorerà sul progetto. Questa fase è cruciale perchè il gruppo di lavoro deve fondamentalmente:

  • capire il significato ed il funzionamento delle soluzioni tecnologiche offerte
  • stimarne il potenziale di mercato
  • valutare il profilo della start-up (maturità, skills, committment del founder, potenziale di crescita, apertura a partnership estere.)
  • valutare quale sia la forma di investitore più adatta per la fase in cui si trova la start-up
  • immaginare la strategia futura di crescita e conseguentemente di ricerca investitori futuri

Il gruppo porterà quindi avanti una severa due diligence dopo aver intervistato, incontrato e analizzato tutte le start-up selezionate che porterà alla selezione finale del gruppo di start-up che si ritengono a più alto potenziale di avere:

  • successo sul mercato
  • ergo generare crescita e remunerazione per potenziali investitori

Abbiamo imparato in questi anni che elementi fondamentali nella fase di selezione finale sono 5:

  1. avere in mano una soluzione tecnologica destinata a risolvere un problema reale e sentito sul mercato svizzero;
  2. essere ad uno stadio non eccessivamente prototipale ma avare un prodotto di cui si può già facilmente immaginare l’applicazione pratica;
  3. essere aperti a varie forme di finanziamento quindi non solo prestiti da amici e familiari ma anche da soggetti come i VC e gli angels che si aspettano un ritorno sull’investimento e che potrebbero chiedere delle partecipazioni nella proprietà dell’azienda;
  4. dimostrare un forte committment per la propria iniziativa imprenditoriale, essere sul pezzo, non fare il founder come secondo lavoro o come hobby ma dimostrare di crederci fino in fondo;
  5. avere capacità di presentare in un inglese avanzato e fluente e soprattutto in modo conciso: 5 minuti è il massimo che si può concedere.

Ricerca degli investor

Nella fase finale la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera apre il proprio network e quello dei suoi esperti alle start-up coinvolte e selezionate e si pone l’obiettivo di metterle in condizione di presentare la propria innovazione a potenziali investitori svizzeri o esteri basati in Svizzera.

Qui ci vuole tanta costanza, impegno, voglia di rischiare e dimostrare alla Svizzera ed al Mondo che non siamo solo pizza e mandolino. La Camera getta il guanto di sfida a quanti vorranno raccoglierlo: Vi aspettiamo a Zurigo.

svg13 min read

Lascia una risposta